Direzione lavori: cosa controlla e perché tutela il committente
L'impresa esegue, il direttore dei lavori verifica. Quando i due ruoli coincidono, chi paga resta senza controlli.
Nei cantieri privati il ruolo del direttore dei lavori viene spesso frainteso, quando non considerato un costo evitabile. In realtà è la figura che, per conto del committente, accerta che quanto realizzato corrisponda a quanto progettato e pattuito.
Il punto di partenza: i ruoli sono distinti
L'impresa esegue le opere e ne risponde. Il direttore dei lavori verifica l'esecuzione per conto di chi ha commissionato l'intervento. Sono posizioni contrapposte per definizione, ed è questa contrapposizione a produrre il controllo.
Quando l'impresa propone il proprio tecnico anche come direttore dei lavori, la contrapposizione si annulla. Formalmente è possibile in molti casi; sostanzialmente il committente resta senza nessuno che verifichi al posto suo.
Cosa verifica, concretamente
- la corrispondenza tra opere realizzate ed elaborati di progetto
- la conformità dei materiali impiegati a quanto previsto dal capitolato
- la corretta esecuzione delle lavorazioni secondo la regola dell'arte
- le quantità effettivamente eseguite rispetto a quelle contabilizzate
- il rispetto del cronoprogramma concordato
- la coerenza delle varianti proposte e il loro impatto su tempi e costi
Il momento dei controlli
La qualità della direzione lavori dipende in gran parte dal quando. Alcune verifiche sono possibili solo in una finestra temporale precisa: le tracce degli impianti vanno viste prima della chiusura, l'impermeabilizzazione prima del massetto, il massetto prima della posa. Dopo, l'unica verifica possibile è invasiva.
Per questo i sopralluoghi non si programmano a intervalli fissi, ma in funzione delle lavorazioni in corso. È un aspetto da definire nel disciplinare d'incarico insieme al committente.
Contabilità e stati di avanzamento
La contabilità dei lavori misura ciò che è stato realizzato e lo confronta con il computo. Su questa base si emettono gli stati di avanzamento, che autorizzano i pagamenti parziali all'impresa.
È una funzione di tutela concreta: senza contabilità, i pagamenti seguono le richieste dell'impresa invece che l'avanzamento reale. La differenza si nota soprattutto quando un cantiere si ferma a metà, e diventa necessario stabilire con precisione cosa era stato pagato e cosa era stato fatto.
La gestione delle varianti
In una ristrutturazione le varianti sono fisiologiche: si aprono i muri e si trova un impianto non censito, un solaio ammalorato, una situazione diversa da quella ipotizzata. Il problema non è la variante in sé, ma la sua gestione.
Una variante gestita correttamente viene valutata prima dell'esecuzione, quantificata con i prezzi unitari già concordati, approvata per iscritto dal committente. Una variante gestita male è una lavorazione eseguita e comunicata a consuntivo, quando l'unica alternativa al pagamento è la contestazione.
Cosa non fa il direttore dei lavori
Non è presente in cantiere ogni giorno, salvo incarichi specifici che lo prevedano espressamente. Non sostituisce il coordinatore della sicurezza, che è una figura autonoma con obblighi propri. Non risponde della qualità del lavoro dell'impresa al posto dell'impresa.
Perimetro, frequenza dei sopralluoghi e attività comprese vanno definiti per iscritto prima di iniziare. È il modo più semplice per evitare aspettative disallineate a lavori in corso.
Le indicazioni contenute in questo articolo sono generali. Procedure, tempi e costi vanno sempre verificati sul singolo immobile, sui titoli edilizi effettivamente rilasciati e sulle opere realmente eseguite.
Guida a cura del Geom. Nicola Colella
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